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Piccozze da ghiaccio

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La piccozza da alpinismo

Piccozza da ghiaccio - Camp

La piccozza viene spesso considerata il simbolo dell’alpinismo e delle scalate. Si tratta di un attrezzo che rappresenta l’evoluzione tecnologica del bastone ferrato da montagna ed è composto da una lama per il ghiaccio attaccata a un manico. L’uso principale di una piccozza da alpinismo è quello di aiutare lo scalatore nell’arrampicarsi su pendii o pareti innevati o ghiacciati, nell’attraversare i ghiacciai o nell’affrontare con maggiore sicurezza passaggi su terreni misti di roccia e ghiaccio.

Le prime piccozze erano formate da una lama in acciaio e un manico in legno ed erano usate per tutte le specialità dell’arrampicata su diversi terreni di scalata. A partire dagli anni ’80 le evoluzioni nelle tecnologie di costruzione e nei materiali hanno permesso di sviluppare modelli di piccozze specializzate per l’alpinismo, per le escursioni, per le scalate su ghiaccio o per l’attraversamento di ghiacciai. Al giorno d’oggi la maggior parte dei modelli sono realizzati in metallo anche nella parte del manico, che può essere di acciaio o alluminio. Le lame continuano ad essere in acciaio, a cui però vengono aggiunte varie percentuali di carbonio per aumentarne la resistenza. Rispetto ai modelli più antichi le piccozze moderne tendono ad essere più corte e comunque proporzionali in lunghezza rispetto all’altezza dello scalatore perché non vengono più usate a mo’ di bastone di appoggio per camminare ma solo come strumento di sicurezza per agganciarsi a pareti o vie di ghiaccio.

Come scegliere la piccozza

Come già accennato, ormai sul mercato non esiste più un tipo di piccozza universale che può essere usata per tutte le discipline di arrampicata ma si può scegliere tra modelli specializzati e altamente tecnologici. Per la propria sicurezza ma anche per quella dei propri compagni e per rispettare il terreno di scalata è importante prestare molta attenzione nella scelta del modello di piccozza da ghiaccio più adatto. Per effettuare una scelta consapevole è necessario prestare attenzione ai seguenti fattori:

  • tipologia: le piccozze moderne possono differenziarsi in due tipologie principali secondo gli ambiti di utilizzo. Una piccozza classica ha un manico dritto e leggermente curvato ed è pensata per l’alpinismo di media difficoltà in parete con pendenza non elevata e certamente non verticale, per gli attraversamenti dei ghiacciai o per il trekking su terreni innevati o ghiacciati. La dentellatura della becca è abbastanza pronunciata per garantire il giusto grip sul ghiaccio. Una piccozza tecnica è disegnata per consentire il passaggio con progressione frontale su tratti con pendenza più elevata fino ad arrivare alle cascate di ghiaccio e al dry tooling, ovvero percorsi misti di roccia e ghiaccio. Rispetto alle piccozze classiche hanno un manico e una becca più incurvati e un martello sul retro della becca. Per le pareti più difficili, come le cascate di ghiaccio, gli scalatori sono soliti usare due piccozze tecniche, una per mano, e seguire una tecnica di salita chiamata piolet traction.
  • becca: la becca, ovvero la lama di una piccozza da alpinismo è la parte più resistente che va a incastrarsi sul ghiaccio. Come già accennato il materiale di costruzione più usato è l’acciaio con varie percentuali di carbonio o recentemente anche alcune parti di cromo-molibdeno. Prima veniva usato anche il titanio ma ormai questo metallo non viene più aggiunto alla mescola. Un altro aspetto importante nella scelta della becca sono la forma e la dentellatura. Le becche per l’alpinismo classico hanno una curvatura verso il basso e una dentatura solo nella parte inferiore mentre quelle per le pareti verticali hanno una curvatura più accentuata per migliorare la penetrazione e l’ancoraggio. Alcuni modelli di piccozze pensate per i percorsi misti o per il dry tooling sono dotati di dentatura anche su un lato della parte superiore. Nelle piccozze classiche la becca ha sul retro una paletta mentre nelle piccozze tecniche si può trovare un martello.
  • manico: anche in questo caso esiste una differenza nella curvatura. Le piccozze classiche hanno un manico dritto e leggermente più lungo, fino ad arrivare a 90-100 cm. Le piccozze tecniche hanno un manico con curvatura diversa in base alla specialità e tendono ad essere più corte, con un minimo di 50 cm. Entrambi i modelli possono essere dotati di impugnature ergonomiche in gomma per migliorare la presa.
  • puntale: nella parte finale del manico è presente un puntale che serve per aiutare lo scalatore nella penetrazione del ghiaccio. Il materiale del puntale è ancora più resistente di quello della becca perché deve sopportare una maggiore pressione e forza e quindi viene inserita una maggiore percentuale di cromo nell’acciaio. Molto spesso nel puntale viene praticato un foro per inserire i moschettoni. Alcune tipologie di piccozze tecniche non hanno il puntale perché nelle scalate verticali non è necessario penetrare il ghiaccio verticalmente con la piccozza.

Poiché si tratta di uno strumento fondamentale per la sicurezza, per comprare una piccozza da ghiaccio di qualità è fondamentale affidarsi a case produttrici specializzate e conosciute come la Camp, la Black Diamond e la Climbing Technology.



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